Origini

LUCUS BORMANI:

Dal bosco sacro all’epoca romana

Esiste un luogo, a San Bartolomeo al Mare, che forse più di ogni altro conserva il fascino dei diversi insediamenti che hanno contribuito a formare la sua identità dall’epoca preistorica ad oggi. Si tratta della borgata Rovere, che insieme a quelle di San Bartolomeo, Pairola, Chiappa e Poiolo formano il comune di San Bartolomeo al Mare. Cinque realtà con origini molto antiche, sorte lungo il tracciato della Via Julia Augusta, la cui identità rispecchia la ricchezza culturale del territorio. In età imperiale esisteva una via che collegava Andora ai nuclei principali della zona, che a quel tempo erano la borgata di San Bartolomeo e quella della Rovere. La prima ospita oggi la sede del Comune, esattamente di fronte alla chiesa parrocchiale di San Bartolomeo al Mare, attorno alla quale sorsero le prime case del borgo; a testimoniare la fase medievale della chiesa, che purtroppo fu distrutta dal terremoto del 1887, resta solo il suo campanile. La seconda, la borgata Rovere, faceva parte del Lucus Bormani, il bosco sacro che si estendeva nella vallata dianese fino a Capo Cervo, dedicato al dio Bormanus, la divinità ligure legata al culto delle acque. Ma c’è di più. La Rovere conserva ancora oggi il fascino di un luogo ben più remoto, che ha ospitato insediamenti anche preistorici: dall' Età del Bronzo (XII-X secolo a.C.), al bosco sacro passando per il culto di Diana per arrivare alla costruzione della chiesa paleocristiana, l’area ha mantenuto ben salde le sue radici pur rinnovandosi nei culti e nella forma, diventando oggi il centro storico del paese, costruito intorno al santuario di Nostra Signora della Rovere.

DA SAN BARTOLOMEO

del Cervo...

Siamo abituati ad apprezzare le località liguri soprattutto per via della loro costa, che ospita spiagge e insenature suggestive, ma c'è stato un tempo in cui la vicinanza all'acqua rappresentava un pericolo, perché proprio dal mare provenivano gli attacchi di pirati e saraceni. Lo ricorda la Torre Santa Maria, costruita nel 1585 sull’attuale Lungomare delle Nazioni per avvistare i pirati in avvicinamento, dare l’allarme ed eventualmente ricorrere alle due bocche da fuoco presenti nella struttura per difendere la popolazione. Anche a causa della sua vulnerabilità, nel Medioevo la parte costiera era meno importante di quella situata nell’entroterra e l’abitato si sviluppava sulle alture che sovrastano il torrente Steria, in cui si coltivavano sopratutto ortaggi. La storia di San Bartolomeo del Cervo (così si è chiamata fino al 1968) seguì le sorti di Diano Castello: fece parte del dominio dei marchesi di Clavesana, che nel 1228 lasciarono la Communitas Diani (di cui faceva parte San Bartolomeo) alla Repubblica di Genova. Fu in questo periodo che crebbero l’industria e l’agricoltura anche nelle zone più vicine alla costa; in particolar modo si svilupparono i vigneti, la produzione dei fichi secchi e probabilmente venne precocemente introdotta l’olivicoltura. In questo stesso momento storico vennero costruite e ristrutturate molte delle chiese che oggi si possono visitare nel trekking urbano di San Bartolomeo al Mare, il percorso che attraversa le case medievali di Poiolo e la frazione di Pairola, (in cui è stata rinvenuta una sepoltura scavata nella roccia risalente al IV-V secolo d.C.) passando per zone che testimoniano le origini rurali del paese, caratterizzate da pinete, coltivazioni e mulini ad acqua. Da San Bartolomeo al Mare, percorrendo una strada che sale tra boschi di querce e ulivi terrazzati, si raggiunge la frazione Chiappa, presso il cui cimitero si trova un cippo datato al 13 a.C. che indica la distanza da Roma: 553 miglia.

...A SAN BARTOLOMEO

al Mare

La storia di un paese è fatta dalla memoria di tutte quelle persone che l’hanno costruito con coraggio, passione e determinazione e grazie alle loro preziose parole, il vissuto di un luogo assume forma e colore, raccontando molto di più di semplici fatti storici. Con la fine della seconda guerra mondiale, inizia l’era della democrazia italiana e anche a San Bartolomeo al Mare nasce la voglia e l’entusiasmo di parlare di futuro.

“La via Aurelia era senza marciapiedi, al suo lato nord vi erano cinque o sei case, al suo lato sud sette case, verso il mare c’era un passaggio che arrivava alla torre saracena ed una stradina che dall’attuale via Corsica raggiungeva villa Mariola, unica costruzione sul lungomare, a protezione del lungomare c’erano le dighe costruite negli anni Trenta, pochissima parte del litorale era adibita all’agricoltura, la maggior parte era un lunghissimo canneto utilizzato da noi bambini per giocare e per nascondersi” 

racconta Luigi Ardoino, sindaco di San Bartolomeo al Mare nel 1965.

Il paese iniziò a svilupparsi negli anni Cinquanta: con il sindaco Arimondo il Comune costruì l’acquedotto, le strade che collegavano la Via Aurelia al mare, i suoi marciapiedi, il Lungomare delle Nazioni e molti condomini, grazie alla redazione del regolamento edilizio. Negli stessi anni nacque l’identità turistica di San Bartolomeo del Cervo e fu fondata l’Azienda di Promozione Turistica, che si occupava di far conoscere il territorio in Italia e all’estero. Nel 1966 il Presidente dell’APT, l’architetto Carla Conti, informò l’allora sindaco Luigi Ardoino che un operatore turistico olandese e due agenzie tedesche avevano contestato il materiale promozionale di San Bartolomeo che ritraeva le sue spiagge: secondo le loro carte geografiche infatti, San Bartolomeo del Cervo si trovava a 600 metri dal mare ed era quindi impossibile che potesse vantare l'accesso al mare. In quel momento fu evidente la necessità di cambiare nome al paese in modo da rendere palese la sua collocazione geografica e il Consiglio Comunale deliberò il nome di San Bartolomeo al Mare. La Sovraintendenza ai Monumenti della Liguria però, non diede parere favorevole e indicò invece il nome San Bartolomeo Ligure. Gli amministratori pensavano che non sarebbero mai riusciti a spuntarla ma grazie alla loro grande determinazione e all’intervento del deputato Bemporad di Genova, il primo novembre del 1968 il Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat firmò il decreto che cambiò il nome da San Bartolomeo del Cervo a San Bartolomeo al Mare.